Direttiva NIS2: l’analisi dei punti di forza e dei presupposti per il successo

È ormai un fatto certo che la direttiva NIS2 (2022/2555) stia a indicare un avanzamento legislativo in merito alla sicurezza informatica nello scenario dell’UE. Tuttavia, è bene precisare che la buona riuscita sarà determinata da alcuni fattori: l’attuazione/l’applicazione pienamente conforme e costante, il processo di coordinamento normativo e la resilienza dei settori (pubblico e privato).

Il 10 luglio 2025 è stato pubblicato un paper scientifico (Teichmann F., Cybersecurity of critical infrastructure in europe: the NIS2 directive in focus, Int. Cybersecur. Law Rev. 6, 207–220, 2025) che ha analizzato questi aspetti  – al fine di esaminare in che modo la NIS2 miri a mitigare le vulnerabilità e i rischi sistemici – a partire da alcuni casi di studio. Tra questi: l’attacco ransomware HSE del 2021 e l’epidemia di malware NotPetya del 2017.

Inoltre, l’analisi ha collocato la NIS2 nel più ampio panorama europeo della cibersicurezzza, che comprende la direttiva CER (Critical Entities Resilience), il DORA (Digital Operational Resilience Act), il CRA (Cyber Resilience Act) e il piano dell’UE in materia di difesa informatica dagli attacchi sempre più dannosi, le cui conseguenze sono fortemente impattanti e deleterie.

Pertanto, è indispensabile che si mantenga una buona sinergia e concertazione a livello europeo, per garantire il totale rispetto degli obblighi, il rigoroso recepimento dei requisiti da parte dei soggetti (specialmente quelli essenziali) in tutti e 18 i segmenti critici e, dunque, l’effettivo adempimento della normativa.

LEGGI L’ARTICOLO (Springer Nature)