L’Italia è nel mirino dei cybercriminali, con un attacco su dieci a livello globale. Questo rende ancora più urgente l’adeguamento alla direttiva NIS2 (Network and Information Security Directive 2), proprio quando si avvicina l’imminente scadenza del 31 luglio 2025, entro la quale circa 20.000 organizzazioni dovranno comunicare il proprio stato di conformità agli standard di sicurezza informatica.
Per chi non rispetta misure e tempistiche sono previste multe che possono arrivare fino allo 0,1% del fatturato. Si tratta quindi di una corsa contro il tempo per le organizzazioni italiane, che sono tenute ad adeguarsi a una normativa volta a rafforzare la resilienza informatica (cyber resilience) dell’Unione Europea di fronte a minacce informatiche sempre più sofisticate.
Il recepimento della direttiva europea NIS2 è avvenuto in Italia mediante l’emanazione del Decreto Legislativo n. 138/2024, che all’articolo 38 stabilisce i provvedimenti sanzionatori dovuti al mancato rispetto degli obblighi e, dunque, ai ritardi nell’adempimento/attuazione.
In particolare, per i soggetti essenziali, le violazioni sono punite “con sanzioni amministrative pecuniarie fino a un massimo di euro 10.000.000 o del 2% del totale del fatturato annuo su scala mondiale per l’esercizio precedente del soggetto, calcolato secondo le modalità previste della raccomandazione 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003, se tale importo è superiore, il cui minimo è fissato nella misura di un ventesimo del massimo edittale”.
